Coccia, io presidente professionista, manager, armatore di Napoli

di Bianca d’Antonio

Vogliamo fare un bilancio?

Il bilancio è ampio non solo per la durata (cinque anni alla presidenza di un’associazione di categoria, soprattutto in un settore complesso e in continua evoluzione come quello dell’industria armatoriale, sono veramente tanti), ma anche per l’intensità e la dinamicità degli avvenimenti economici che hanno interessato l’armamento italiano: record di nuove costruzioni, record dei noli, violenta ed improvvisa crisi dell’autunno 2008, ripresa attualmente in corso.

Quali i risultati di cui va orgoglioso e quali non è riuscito a raggiungere?

Sono stati raggiunti importanti obiettivi quali una maggiore rappresentatività del settore (rientro delle imprese di rimorchio e di altri importanti operatori); recupero dell’immagine della categoria e compattezza verso l’esterno attraverso una ritrovata unità fra le varie componenti armatoriali, maggiore sinergia con le altre associazioni del sistema marittimo per lo sviluppo congiunto delle attività (federazione del mare, Confindustria a livello nazionale e territoriale, in particolare in città a vocazione marittima come Napoli e Genova).
Particolare attenzione alle attività di formazione sia dello stato maggiore che delle altre figure degli equipaggi: l’inaugurazione dell’Accademia Genova è stato uno dei miei primi traguardi integrato dalla sede di Torre del Greco inaugurata in questi giorni. Inoltre, abbiamo sostenuto l’Accademia di Venezia, senza dimenticare che, grazie a Formare-Polo Formativo Nazionale, e alla scuola chef e hotellerie di Napoli, abbiamo avviato un importante processo per la formazione di nuove qualifiche di bordo. Né voglio dimenticare il nuovo confronto costruttivo instaurato con il mondo bancario e finanziario italiano (accordi, tra gli altri, con la Borsa italiana e la Sace). Grande attenzione, infine, ad un nuovo modo di  comunicare l’importanza della risorsa armatoriale per il sistema Italia nel mercato globale (valga per tutti l’esempio delle tre edizioni della 48 ore del mare tenutesi a Napoli, Genova e Roma).
Non sono riuscito, invece, a realizzare quel processo di rinnovamento delle normative di settore che risultano tuttora arretrate e antiquate, né ad attirare  tutta l’attenzione politica che il settore merita.

La privatizzazione di Tirrenia ha rappresentato una delle sue battaglie ma è una partita ancora tutta da giocare. Secondo lei come finirà?

Avevo garantito una presenza folta di armatori alla gara e ciò si è verificato. Avevo suggerito la soluzione di trasferimento delle regionali alle Regioni, e ciò è avvenuto.
Oggi sto lanciando un messaggio di preoccupazione che avevo già comunicato al Ministro: occorre una verifica sulla rispondenza alle norme europee sulle procedure intraprese dalla nostra Amministrazione in ordine alla privatizzazione della società Tirrenia e Regionali congiuntamente all’assegnazione di contributi attraverso nuove convenzioni pluriennali. Il rischio è che al primo ricorso tutta l’opera svolta per la privatizzazione possa essere fortemente compromessa. Sono comunque convinto che la soluzione ipotizzata non sia quella più rispondente per il raggiungimento dell’obiettivo.

Leggi di più: InformazioniMarittime

Post a comment