“Mediterraneo ecco la mia battaglia navale”

Le cronache raccontano che il 30 novembre del 1994, un incendio divampato nelle sale macchine causò l´affondamento dell´Achille Lauro mentre navigava al largo delle coste somale. Il transaltantico faceva parte della flotta Starlauro, l´ultimo pezzo dell´eredità del “comandante” rilevato nel 1990 dall´armatore sorrentino trapiantato in Svizzera, Gianluigi Aponte. Quattro persone persero la vita. L´agonia della “vecchia signora” durò quarantotto ore, prima che il mare la inghiottisse per sempre. A gestire l´emergenza in quel frangente angoscioso, negli uffici di Napoli della Starlauro che poi si trasformerà nella Msc Crociere, Mediterranean Shipping Company, c´era Nicola Coccia. Lui se la cavò bene, sfoderando capacità e sangue freddo: «C´era la necessità di recuperare le persone, bisognava prendere decisioni in tempi veloci, tra i nostri uffici tecnici e l´unità di crisi della Farnesina non c´era uniformità di vedute. Quello è stato uno dei momenti più difficili della mia vita. Io penso che la qualità di un individuo si vede proprio nei momenti più duri, dopo aver esaminato tutto bisogna sapere che strada prendere e seguirla con determinazione».

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