NON IMPONIBILITA’ IVA E NAVIGAZIONE IN ALTO MARE: ARRIVANO CHIARIMENTI

NON IMPONIBILITA’ IVA E NAVIGAZIONE IN ALTO MARE: ARRIVANO CHIARIMENTI

La Risoluzione dell’Agenzia (6/E 2018) fa chiarezza sulle definizioni di viaggio, documentazione ufficiale e calcolo numero di viaggi

Tra le novità e le controversie che negli ultimi anni stanno interessando il settore marittimo in Italia, c’è il tema della non imponibilità iva in alto mare che merita chiarimenti e a cui desidero dare priorità. Un tema che ha generato anche dubbi e diverse interpretazioni. Mi riferisco al regime di non imponibilità Iva per le navi adibite alla navigazione in alto mare.

Prima di spiegare quali punti oscuri ha chiarito la Risoluzione Agenzia delle Entrate 6/E del 2018, facciamo un passo indietro.

Nel 2017, le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate (n. 1/E, 2/E, 69/E) e dell’Agenzia delle Dogane (1/D), avevano dato una prima interpretazione (articolo 8-bis, lettera a, Dpr 633/1972), fornendo una definizione di “navi adibite alla navigazione in alto mare” e rafforzando i criteri di effettività e di prevalenza.

Per il criterio di effettività, il natante – per avvalersi della non imponibilità Iva – deve essere sia idoneo alla navigazione in alto mare, sia operare oltre le 12 miglia nautiche dalla costa. Con il criterio di prevalenza, il natante deve operare commercialmente per almeno il 70% dei suoi viaggi oltre le 12 miglia nautiche dalla costa. Tale criterio deve essere attestato da una dichiarazione dell’armatore (nei confronti dei suoi fornitori) sulla base di una “documentazione ufficiale”.

Secondo la risoluzione 2/E del 2017 una nave è considerata adibita alla navigazione in alto mare “se, con riferimento all’anno precedente rispetto a quello in cui s’invoca la non imponibilità IVA, ha effettuato in misura superiore al 70% di viaggi in alto mare (ovvero, oltre le 12 miglia nautiche). Tale condizione deve essere verificata per ciascun anno.”

I dubbi interpretativi sono 3 e sono stati in parte chiariti con la Risoluzione Agenzia delle Entrate del 2018. Quella 6/E di cui ho accennato prima.

Ecco i punti poco chiari:

  • Quale è la definizione esatta di viaggio? E soprattutto di viaggio internazionale?
  • Cosa si intende per “documentazione ufficiale”? Non c’è una definizione.
  • Come si calcola il numero di viaggi? Il calcolo del 70% deve essere inteso in numero di viaggi oppure in miglia nautiche percorse?

Come risponde l’Agenzia delle Entrate

Definizione di viaggio

Si fa riferimento agli spostamenti tra porti che il natante effettua per rendere un servizio di trasporto passeggeri oppure ai fini della propria attività commerciale nell’ambito della quale sono effettuate operazioni di carico/scarico o di imbarco/sbarco.

Sono inclusi anche i cosiddetti viaggi circolari (viaggi in cui il porto iniziale coincide con il porto di destinazione).

Restano esclusi, invece, gli spostamenti per motivi tecnici verso cantieri e verso i porti per riposizionamenti strategici (ballast), anche se sono inerenti all’attività commerciale.

I viaggi effettuati interamente nel mare territoriale di altro Paese diverso dall’ Italia, risultano interamente in alto mare. Il periodo di riferimento nel quale bisogna acalcolare i viaggi è quello dell’anno solare.

Documentazione ufficiale

Per documentazione ufficiale s’intende la documentazione che proviene dall’armatore o dal responsabile della nave (ad esempio il comandante).Una documentazione che indica con precisione le tratte marittime effettuate dal mezzo di trasporto.I documenti possono essere: il  giornale di navigazione o il giornale di bordo tenuto dal comandante e sul quale si registrano i dati e i fatti relativi alla navigazione; la cartografia dei viaggi, i dati e le informazioni estratte da sistemi di navigazione satellitare o di trasponder (dati forniti attraverso il sistema A.I.S., “Automatic Identification System”); i contratti commerciali, le fatture e i relativi mezzi di pagamento.

Numero dei viaggi

Il calcolo del 70% viene effettuato come rapporto tra viaggi in alto mare (numeratore) sul totale dei viaggi effettuati (denominatore) nel corso dell’anno solare precedente.Non possono essere considerati in tale rapporto né i viaggi verso cantieri per motivi tecnici, né i viaggi di riposizionamento.

Estensione alle navi in costruzione

L’Amministrazione Finanziaria, con la Risoluzione Agenzia delle  Entrate n.6/E, ha esteso il principio anche alle navi in costruzione.C’è un’applicazione provvisoria del regime di non imponibilità IVA sulla base di una dichiarazione dell’armatore che attesta l’effettiva intenzione di adibire la nave alla navigazione in alto mare.

Tale dichiarazione è estesa a tutti i casi in cui si riscontra una obiettiva discontinuità nell’utilizzo della nave, come ad esempio nei casi di cambio di armatore e/o proprietario o di diverso utilizzo del mezzo di trasporto.

Se l’armatore non è in grado di presentare al fornitore la documentazione che attesta la navigazione in alto mare, si può fare ricorso ad una “dichiarazione dell’armatore” che precisa che la nave è adibita effettivamente e prevalentemente a questo tipo di navigazione. Se a seguito di un controllo venisse accertata la non rispondenza tra la dichiarazione dell’armatore e la documentazione della nave, resta in capo al fornitore il versamento dell’imposta dovuta e degli interessi di mora, fermo restando la possibilità di prevedere apposite pattuizioni contrattuali circa la successiva rivalsa nei confronti del committente/armatore.

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