PROROGA ESTEROMETRO 2019, SCADENZA 30 APRILE

PROROGA ESTEROMETRO 2019, SCADENZA 30 APRILE

Il Governo ha ufficializzato lo slittamento della prima scadenza dell’esterometro.

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 5 marzo 2019 del D.P.C.M. 27 febbraio 2019, è stato disposto lo slittamento del termine per l’invio delle comunicazioni dei dati delle fatture all’estero.

Non più 28 febbraio quindi, ma 30 aprile 2019 per la trasmissione delle due comunicazioni dei dati delle fatture.

C’è anche una novità: la proroga esterometro 2019 riguarda sia le fatture all’estero del mese di gennaio che quelle del mese di febbraio.
Uno slittamento necessario per dare, a professionisti e imprese, due mesi in più di tempo per la prima scadenza dell’esterometro e l’ultima dello spesometro.

La proroga esterometro 2019 è stata confermata soprattutto per diversificare le scadenze fiscali e per dare più respiro agli addetti ai lavori.
Il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, aveva infatti accolto le richieste di commercialisti e altre categorie e già il 13 febbraio scorso aveva annunciato lo slittamento, poi ufficializzato dal DPCM.

Cos’è l’esterometro

E’ il nuovo strumento introdotto con la fatturazione elettronica e di fatto l’esterometro sostituisce Intrastat.

L’esterometro nasce come strumento per tracciare tutte le fatture all’estero che non passano dall’ SDI e riguarda i dati delle fatture da e verso l’estero che non transitano dal canale dello Sdi (Sistema di interscambio) da cui passano tutte le fatture elettroniche tra “privati”.

Lo spesometro, invece, riguarda i dati delle fatture dell’ultima parte del 2018, (secondo semestre o quarto trimestre).

Una proroga al 10 aprile c’è stata anche per la comunicazione delle liquidazioni IVA periodiche.

Nessun allungamento della moratoria, invece, è stato previsto per le sanzioni sulla fatturazione elettronica.
Questi due mesi in più possono essere importanti per arrivare preparati.

Innanzitutto, va specificato che la comunicazione dell’esterometro prevede la trasmissione telematica dei dati Iva delle operazioni transfrontaliere (ex articolo 1, comma 3-bis, del Dlgs 127/2015).

Cosa sono le operazioni transfrontaliere

Operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

Soggetti obbligati ed esclusi

Sono obbligati alla trasmissione dell’Esterometro gli operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica.
Sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica i contribuenti che applicano un regime fiscale di vantaggio o un Regime Forfettario ovvero il regime speciale degli agricoltori.
Sono esclusi, inoltre, i soggetti non residenti e non stabiliti in Italia.

Operazioni da comunicare

L’articolo 21, comma 6-bis, lettere a) e b), del Dpr 633/72 richiede l’emissione della fattura per tutte quelle operazioni non soggette all’imposta ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies indicando, in luogo dell’ammontare dell’imposta, le seguenti annotazioni:

– per le cessioni di beni e prestazioni di servizi, diverse da quelle finanziarie e assicurative, effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell’imposta in un altro Stato membro dell’Unione europea, l’annotazione “inversione contabile”;
– per le cessioni di beni e prestazioni di servizi che si considerano effettuate fuori dell’Unione europea, l’annotazione “operazione non soggetta”.

Si deduce che le operazioni escluse da fatturazione non hanno obbligo di essere indicate nell’esterometro.
È ammessa, comunque, l’emissione di una fattura elettronica nei confronti di soggetti non stabiliti, indicando nel codice destinatario sette «X» o sette «0», a seconda che l’intestatario della fattura elettronica sia, rispettivamente, il rappresentante fiscale o il soggetto non stabilito. Emettendo la fattura elettronica, non è più obbligatorio compilare l’esterometro.

Termine di trasmissione della comunicazione telematica

La trasmissione telematica della Comunicazione deve essere effettuata, per le operazioni attive, entro l’ultimo giorno del mese successivo alla data di emissione, mentre per le operazioni passive, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di ricezione del documento.
Tale adempimento è sicuramente maggiormente gravoso per i contribuenti essendo la scadenza mensile anziché trimestrale/semestrale come lo spesometro.
Per data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione Iva. Pertanto, nei rapporti con soggetti non residenti, l’assolvimento dell’imposta richiede spesso da parte del cessionario/committente stabilito in Italia il meccanismo dell’inversione contabile, anche con la predisposizione di un’autofattura;
Il termine di riferimento per la compilazione dell’esterometro non può che essere il termine ultimo per la predisposizione di tale documento.
Invece negli acquisti effettuati presso un operatore della Comunità europea, la data di riferimento è la data di ricezione della fattura da cui derivano tutti gli adempimenti Iva per assolvere l’imposta.

Esterometro 2019: sanzioni

L’esterometro riguarda tutte le operazioni in cui viene emessa una fattura cartacea e sono coinvolti soggetti non residenti in Italia?
No. Non dev’essere trasmesso l’esterometro per tutte quelle operazioni realizzate tra soggetti passivi stabiliti e soggetti passivi non stabiliti o privati non residenti, nel caso in cui sia stata emessa fattura elettronica oppure bolletta doganale di esportazione o di importazione.

L’esterometro vale anche per chi opera in Regime Forfettario?

L’esterometro è dovuto dai soggetti indicati dal comma 3, ovvero tutti i soggetti passivi IVA ad esclusione di minimi e Forfettari (articolo 1, commi 3 e 3-bis Dlgs n 123/15).

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