SBUROCRATIZZAZIONE SHIPPING: PACCHETTO NORME CONFITARMA AL MIT

SBUROCRATIZZAZIONE SHIPPING: PACCHETTO NORME CONFITARMA AL MIT

Tre i punti su cui si chiede un intervento veloce

Non c’è più tempo per lo shipping in Italia. Sono anni che si parla di un’azione di sburocratizzazione e di un aumento della competitività.

E per Confitarma e armatori è arrivato il momento di intervenire.

Il comparto va salvato e va resa più competitiva la bandiera italiana rispetto agli altri registri europei

Per  questa ragione Confitarma, Confederazione Italiana Armatori, ha presentato un pacchetto di misure al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli.

Le misure proposte sono da approvare  entro l’anno e sono pensate per evitare di perdere larga parte dell’armamento nazionale a favore di altri registri comunitari. Ma soprattutto il pacchetto norme è volto a salvare un settore importante che sta vivendo una sorta di anno zero.

Già nel 2017 l’Eurobarometro della Commissione Europea aveva evidenziato come le complesse procedure amministrative fossero per gli imprenditori italiani un serio limite alle loro attività.

L’’84% considera l’eccessiva burocrazia una zavorra per la propria crescita. Un dato ancora più alto nel settore armatoriale. Soprattutto se si considera il peso che la burocrazia ha sulla bandiera italiana rispetto ad alcune altre dell’Unione Europea.

Il direttore generale di Confitarma, Luca Sisto, ha precisato che  “abbiamo presentato il primo pacchetto di norme a costo zero per semplificare la navigazione. Ci sono ancora numerose legislazioni del secolo scorso e lacci che impediscono lo sviluppo sano e libero dell’attività commerciale navale italiana”.

I 3 fattori su cui Confitarma chiede di intervenire

  • anacronismo normativo
  • procedure onerose e ingiustificate
  • incertezza del quadro normativo

C’è molto da fare anche in materia di lavoro marittimo. Confitarma chiede al legislatore di intervenire su annotazione imbarco/sbarco dei marittimi e sull’anticipo contanti sulle navi impiegate in traffici internazionali.

Aumentare la competitività

In merito alla competitività si chiedono semplificazione dei certificati radio e unificazione delle visite ispettive.

Rispetto al regime amministrativo della nave, gli armatori italiani chiedono un allineamento alla Comunità europea su:

  • procedure per iscrizione
  • dismissione
  • temporanea sospensione bandiera

Comitato Regole e Competitività

Lo scorso dicembre la Confitarma ha preannunciato la rinascita del Comitato Regole e Competitività che ha l’obiettivo di aumentare la competitività della flotta mercantile italiana e di tutto il cluster. 

Al vertice del Comitato siede Nicola Coccia e il suo obiettivo è proprio la sburocratizzazione e modernizzazione di alcune norme dell’ ordinamento marittimo italiano che non risultano più adeguate alla realtà degli attuali mercati marittimi.

Non è un caso che molti investitori italiani preferiscono immatricolare le proprie navi altrove piuttosto che in Italia. E il rischio è che questo fenomeno cresca e diventi irreversibile.

Interventi di sburocratizzazione shipping

Confitarma chiede anche interventi di semplificazione e sburocratizzazione su:

  • contenuto del giornale nautico,
  • giornale di macchine e radiotelegrafico
  • formalità di arrivo e partenza navi
  • modifiche al regolamento di attuazione del Codice della navigazione.

La Confitarma desidera mantenere inalterato l’impianto normativo delle legge istitutiva del Registro Internazionale e della Tonnage Tax, proponendo però di migliorarne gli aspetti connessi alla gestione della nave italiana soggetta a eccessiva burocrazia.

Secondo uno studio condotto dal Gruppo Giovani di Confitarma, le nostre inefficienze si traducono in maggiori oneri quantificabili anche in 100 mila dollari per ogni singola unità in flotta (rispetto ad esempio a registrare una nave a Malta).

Entrando più nel dettaglio della questione,  la competitività delle imprese di navigazione si sposta sempre più dal quadro giuridico del Paese in cui si colloca (localizzazione) alla scelta della bandiera, la cui efficienza ed economicità è determinata da diversi aspetti.

Il Registro internazionale delle navi istituito nel 1998 è una condizione necessaria ma non più sufficiente per vincere la sfida della competitività di bandiera in Europa.

La scelta di un’altra bandiera comunitaria dipende anche dagli oneri che gravano su quella italiana.

L’Italia è in grave ritardo ed è necessario colmare il gap esistente, per mantenere la bandiera nazionale efficiente.

 

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